Ingredienti e dritte Ingredienti e dritte cosmetiche

Cosa c'è dentro i prodotti per viso, corpo, capelli. Cosa evitare e perchè.

Vietato Zinc Oxide in prodotti che possono essere inalati

Questa sostanza, da sempre a pallino giallo, dalla settimana prossima diventa a pallino quasi arancione ) (in realtà rimane giallo perché per certi usi va bene, in altri no!)

Cosa succede? Semplicemente che la inalazione di ossido di zinco presenta dei problemi seri e quindi la UE ne proibisce l'uso nei cosmetici che possono venire inalati. L'esempio classico è la cipria che può essere inalata con facilità.

Il regolamento che sancisce l'impossibilità di immettere sul mercato prodotti inalabili con ossido di zinco è il N° 2017/1413 e dispone che: “Da non usare nelle applicazioni che possano comportare un'esposizione dei polmoni dell'utilizzatore finale per inalazione.”.

Adesso, al momento dell'acquisto sapete che in una cipria non ci deve essere “Zinc oxide”. Il regolamento entra in vigore il 24 Febbraio 2018.

 

 nel 2015 il Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori ha lanciato una consultazione pubblica in modo che chi avesse qualcosa da dire lo dicesse.

- non è successo nulla e quindi gli studi che attestavano “Infiammazioni polmonari” da ossido di zinco non sono state smentite, neanche minimamente.

- l'UE allora ha cominciato il suo percorso per mettere fuori legge la sostanza per determinate applicazioni. Regolamento pubblicato nel 2017 ed in applicazione definitiva dal 24 febbraio 2018.

Riferiment:

* ADDENDUM to the OPINION SCCS/1489/12 on Zinc oxide (nano form) COLIPA S76
* SCCNFP/0649/03, final THE SCIENTIFIC COMMITTEE ON COSMETIC PRODUCTS AND NON-FOOD PRODUCTS
INTENDED FOR CONSUMERS OPINION CONCERNING
ZINC OXIDE COLIPA n°S 76
* REGOLAMENTO (UE) 2016/621 DELLA COMMISSIONE del 21 aprile 2016 che modifica l'allegato VI del regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici
* COMMISSION STAFF WORKING PAPER
Types and uses of nanomaterials, including safety aspects
Accompanying the Communication from the Commission to the European Parliament, the Council and the European Economic and Social Committee on the Second Regulatory Review on Nanomaterials {COM(2012) 572 final}

 

 

 

 

 

Ciao

Fabrizio

Precisazioni cyclomethicone e cyclopentasiloxane

Intervento di Adriano dal forum di Ecobiocontrol.bio

La presenza di D4 e D5 in taluni prodotti cosmetici che vengono eliminati con acqua dopo l'applicazione comporta un rischio per l'ambiente causato dalle loro proprietà pericolose in quanto sostanza PBT e vPvB nel caso del D4 e sostanza vPvB nel caso del D5. La Commissione ritiene che tali rischi dovrebbero essere affrontatia livello di Unione. Il limite di concentrazione dello 0,1 % fissato dalla restrizione garantisce in modo efficace la cessazione di ogni uso intenzionale di D4 e D5, poiché tali sostanze, per adempiere alla loro funzione, devono essere presenti in concentrazioni molto più elevate nei prodotti cosmetici da eliminare con acqua.

Ovvero, la legge dice che cyclomethicone e cyclopentasiloxane sono permessi solo allo 0,1% nei prodotti da risciacquo, ma questo è, come vedete, equivalente a vietarne l'uso intenzionale. In pratica, ne sono ammesse solamente tracce.

Riguardo al fatto che il cyclopentasiloxane sia tossico in determinate condizioni, potete rileggere qui quanto abbiamo già pubblicato precedentemente.

 

Autoproduzione e vendita

Assisto ad un fenomeno tanto dilagante quanto, ai miei occhi, incomprensibile: l'autoproduzione di cosmetici e la vendita degli stessi.

Chiariamo alcune cose:

- per produrre e commercializzare cosmetici, c'è una legge da seguire.

- tale legge è molto minuziosa nello stabilire dei criteri che determinino la sicurezza del prodotto che verrà poi commercializzato.

- i cosmetici vanno realizzati in laboratori a norma, ognuno deve essere corredato da un dossier tecnico, ci dev'essere un responsabile della sicurezza designato, le etichette non si scrivono come si vuole, ma come si deve (su questo ultimo punto fanno errori, se li vogliamo considerare errori e non premeditazione, anche numerose aziende cosmetiche acclamate).

- il dossier si chiama PIF, Product Information File, e va a sostituire il vecchio dossier che era meno approfondito.

- ogni cosmetico dev'essere notificato direttamente all'Unione Europea.

Ora.
Chi si diletta alla realizzazione di cosmetici fatti in casa evidentemente non ottempera a tutti i requisiti che la legge richiede.

E che richiede, lo ribadisco, per tutelare il consumatore.

Pensate a cosa succederebbe se qualcuno avesse una reazione allergica ad un prodotto acquistato da rivenditori illegali e sporgesse una denuncia.

Perciò, realizzare e vendere prodotti cosmetici fatti in casa è reato.

La cosa che mi lascia più perplessa però, è che vi siano parecchie persone interessate ad acquistare simili prodotti.

Perchè mai preferire cosmetici che non hanno passato tutte le misure di sicurezza richieste? Vi fidereste ad acquistare marmellata fatta da uno sconosciuto in una cucina sconosciuta senza sapere in quali condizioni igieniche opera, senza sapere cosa ci mette dentro?

E perché per i cosmetici dovrebbe essere diverso?

 

 

Vietato l'uso di due siliconi entro il 2020

La sostanza che chimicamente si chiama: Octamethylcyclotetrasiloxane e l'altra che è definita come Decamethylcyclopentasiloxane sono state oggetto di una modifica al Regolamento Europeo Cosmetici e quindi a partire dal 31 Gennaio 2020 non potranno più essere immessi in commercio cosmetici che li contengono. Il testo di legge è pubblicato nella GU in data 18-01-2018. Fresco di giornata!

Le due sostanze sono chiamate anche D4 e D5 e in etichetta si riconoscono immediatamente con questi nomi: CYCLOMETHICONE e CYCLOPENTASILOXANE.

Ovviamente noi abbiamo dato due pallini rossi a queste due sostanze in tempi non sospetti, diciamo una ventina d'anni fa.

Mi viene una voglia pazza di prendere per il naso coloro che in questi vent'anni ci hanno sempre tacciato e tacitato con questa frase “se la Legge ne permette l'uso, vuol dire che sono stanze non pericolose”. A questi signori vorrei dire che adesso non lo possono più dire visto che non passa mese che non vengano bandite proprio quelle sostanze che noi, poveri somari, segnaliamo da sempre. Ma un piccolo dubbio non poteva venirvi?

Quante persone si sono ammalate e quante forse morte per la vostra avidità, lo sapevate che erano sostanze pericolose ma avete chiuso gli occhi sacrificando tutto sull'altare della crema che lascia la pelle liscia come il velluto. BRAVI!

Vergognatevi! Ve lo dice un somaro patentato a cui però moltissime persone danno ascolto e vedono bene, molto bene chi dice la verità e chi no. State certi che non ci fermeremo mai, fino all'ultimo respiro.

Ciao amici e amiche che mi sostenete e sostenete voi stessi in questa avventura.

Come vedete abbiamo ragione, ancora una volta NOI!

Fabrizio Zago, EcoBioControl.bio

limitazioni su parabeni e triclosan

Il regolamento europeo 358/2014 stabilisce il divieto di utilizzo nei cosmetici per i parabeni ramificati: isopropilparabene, isobutilparabene, fenilparabene, benzilparabene, pentilparabene.

Inoltre stabilisce delle limitazioni d'uso per il conservante triclosan: massimo 0.2% per i collutori, massimo 0.3% per dentifrici, detergenti a risciacquo, ciprie, correttori, prodotti per le unghie.

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