di Barbara Righini
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Oli usati

L'angolo del consumatore consapevole. Decrescita, consumo critico, boicottaggio, alimentazione, autoproduzione: tutto ciò che non riguarda la cosmesi e i detersivi!

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Messaggioda plesea » domenica 04 settembre, 2011 19:10

annalaura ha scritto:
plesea ha scritto:che io sappia puoi buttarci anche oli dei prodotti in scatola, non solo quello usato dalla frittura :)


plesea non so di che zona di roma sei, ma io mi domandavo proprio qualche giorno fa dove si potesse buttare l'olio della frittura (prodotti sott'olio ne uso rarissimamente, preferisco prodotti al naturale)


La raccolta differenziata porta a porta è attiva solo nel centro di Roma. Per buttare l'olio vado nell'isola ecologica della mia zona. Se vai sul sito dell'ama puoi vedere quella più vicina alla tua casa. :)
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Messaggioda annalaura » lunedì 05 settembre, 2011 07:35

veramente non è attiva solo al centro!! cmq ora cerco sul sito dell'ama e vedo di riuscire a disfarmi di quella bottiglia! thanks ;)
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Messaggioda plesea » lunedì 05 settembre, 2011 11:21

annalaura ha scritto:veramente non è attiva solo al centro!!


davvero :shock: ? Quali sono le altre zone dove fanno la raccolta porta a porta. Sono commossa di vedere che il progetto va avanti!
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Messaggioda Luna » lunedì 05 settembre, 2011 12:35

Qua stiamo ancora coi cassonetti strapieni :x

annalaura,se trovi qualcosa mi fai sapere?grazie
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Messaggioda greeny » giovedì 08 settembre, 2011 17:34

plesea ha scritto:
annalaura ha scritto:veramente non è attiva solo al centro!!


davvero :shock: ? Quali sono le altre zone dove fanno la raccolta porta a porta.


Un quartiere dove fanno la raccolta porta a porta differenziata è Colli Aniene.
Mentre in alcune zone centrali fanno quella porta a porta ma non differenziata,
almeno così accade sotto casa di una mia amica.
Tolsero i cassonetti dalla sua via per il pericolo di attentati qualche anno fa e non li hanno più rimessi,
loro devono lasciare il sacchetto indifferenziato la mattina presto davanti al portone
a volte lo spettacolo/odore è molto più brutto del cassonetto stesso secondo me.
Comunque vi ringrazio per l'idea dell'olio usato io mi ero servita spesso dell'isola
ecologica del mio municipio il V ma mai per l'olio,
questa mattina sono andata e vi confermo che me lo hanno fanno buttare in un bidone.
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Messaggioda annalaura » giovedì 08 settembre, 2011 18:12

per esempio la raccolta porta a porta c'è anche su un'ampia zona della tuscolana (cinecittà-quadraro-portafurba).
cmq per l'olio farò come greeny, vedo quando c'è l'isola ecologica vicino casa e vado lì!
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Messaggioda Daffodil » lunedì 05 marzo, 2012 16:01

Sabato abbiamo finalmente portato le bottiglie di olio usato che abbiamo raccolto in qualche anno (2 borse in tutto, non friggiamo molto) all'isola ecologica di Montebellino, fuori Pavia. In teoria dovrebbero chiederti dei documenti ma, forse vedendo che avevamo ben poca roba, ci hanno preso le bottiglie e via.
Facile e veloce. :)

http://www.asm.pv.it/aree-dattivita/igi ... -ecologica

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Messaggioda Kora » mercoledì 14 marzo, 2012 17:07

ho trovato questo articolo interessante su come comportarsi con l'olio usato
che ne pensate?
http://www.stilenaturale.com/news/1310/ ... da-te.html

Come utilizzare l'olio usato di cucina e farci il sapone "fai da te"

Sappiamo bene che l'olio usato è un forte inquinante, ma in pochi sanno comer riutilizzarlo. Stile Naturale ti guida passo passo per il riciclo dell'olio usato

Sono ben 800.000 le tonnellate di olio usato fritto che finisce dalla padella al lavandino della cucina senza badare ai grossi danni che questa sgradevole pratica provoca all'ambiente. Questo avviene, purtroppo, a causa della negligenza di molti cittadini poco avvezzi al corretto smaltimento dell'olio usato.

Anche se lo smaltimento dell’olio di frittura non rappresenta l'unica soluzione, una volta usato è possibile sfruttarlo di nuovo e non solo in cucina, evitando inutili sprechi e cercando di salvaguardare l'ambiente. Di seguito vi elenchiamo alcuni modi per riutilizzare i vostri oli vegetali



Il sapone fatto in casa a base di olio usato

L'olio usato diventa anche un ingrediente fondamentale nella ricetta per la creazione del sapone fatto in casa.

Per realizzare un sapone di circa 2 Kg occorrono: un 1,5 litri di olio fritto filtrato (aiutatevi per il filtraggio con un colino o una calza di nylon), 200 grammi di soda caustica e 50 cl d'acqua.

Iniziate con il preparare una soluzione alcalina mettete in una pentola smaltata i granuli di soda caustica e versate molto lentamente l'acqua senza fare schizzi. Badate bene a versare i granuli nell'acqua e non viceversa, questo per evitare rischiose bruciature e che la soda faccia dei "blocchi" difficilmente diluibili.

VIDEO

Importante:
Durante questa operazione munitevi di occhiali, mascherina e guanti, la soda caustica è altamente corrosiva ed ustionante: al momento della preparazione aprite le finestre della cucina e allontanate bambini e animali.

Attendete che la soda si raffreddi sino a che non raggiunga circa 38° gradi, misurate la temperatura aiutandovi con un termometro da cucina, la temperatura è quella in cui si dovrebbe riuscire a tenere la pentola sul palmo della mano senza scottarsi.

All'interno di un'altra pentola versate l'olio usato e portatelo alla medesima temperatura della soluzione alcalina. Quando entrambe saranno intorno ai 38° togliete la pentola dal fuoco e aggiungete lentamente la soluzione alcalina all’olio rimescolando in continuazione con un cucchiaio di legno.



Mescolando questa soluzione sin quando non si formerà il "nastro", questo segno dimostra lo scioglimento completo dei grassi, questo può comparire anche dopo più di 40 minuti di rimescolamenti. Quindi, se state mescolando da più di 40 minuti e non vi sembra stia succedendo niente… fate come se aveste visto il “nastro”.



Versate il tutto in un grosso stampo di plastica (la soda corrode il metallo) e lasciate raffreddare lentamente per 48-72 ore avvolgendo il tutto in una coperta. A seguito del processo di raffreddamento sarà il momento di togliere il sapone base dallo stampo, per evitare problemi con la soda ancora leggermente attiva usate sempre i guanti di gomma.



Mi raccomando se notate al momento dell'utilizzo del sapone piccole bruciature ed escoriazioni sulle mani significa che il prodotto ha bisogno ancora di una stagionatura. Alcuni saponi, infatti, impiegano molti giorni a rapprendersi quindi non vi preoccupate se la forma non indurisce nei tempi stabiliti.



Lasciate stagionare per circa 15-20 giorni, dopodichè quando vedeta la forma ben indurita tagliatela a grossi pezzi al fine di usarlo.

Per donare una profumazione al vostro sapone procedete con una seconda fusione, riducete il sapone grezzo in piccole scaglie ponendolo in una pentola con dell'acqua a fuoco basso. Fate sciogliere il tutto girando lentamente con un cucchiaio di legno facendo attenzione a non fare troppa schiuma.

A seguire aggiungete alla miscela la vostra essenza profumata preferita, eliminando così lo sgradevole odore di fritto. L'impasto cremoso ed omogeneo va inserito all'interno degli stampi, il tempo di indurimento degli stampi può variare da 1 settimana ad un mese.



La seconda volta dell'olio usato in cucina

Cucinare di nuovo con l'olio esausto è possibile effettuando un processo semplice e veloce appena finito di sfruttare il liquido ancora bollente. Dopo aver tolto il cibo dalla padella immergete una o al massimo due foglie di lattuga al suo interno e lasciate soffrire per un po'.

La lattuga permetterà la depurazione dell'olio fritto e l'assorbimento di impurità sprigionate durante la frittura. Dopo qualche minuto, togliete la lattuga dall’olio e lasciatelo raffreddare.

Una volta finito di raffreddare, aiutatevi con un settaccio o un colino per il latte e filtrate l'olio eliminando eventuali residui di cibo. Al termine del processo versatelo e conservatelo in una bottiglia pulita e asciutta, la presenza di acqua potrebbe alterare la successiva frittura. L’olio ottenuto con questo procedimento può essere riutilizzato soltanto per una volta.



Per il corretto smaltimento dell'olio usato

Dopo avervi illustrato alcuni modi per sfruttare l'olio usato, vogliamo ricordavi il corretto processo di smaltimento. Ogni qual volta cucinate usando dell'olio da frittura aspettate che si raffreddi per versarlo in un recipiente, da collocare in balcone o sotto il lavandino della cucina, quando sarà colmo portatelo nelle apposite “isole ecologiche” di cui quasi tutte le città sono ormai dotate.

Ad occuparsi dello smaltimento dell'olio esausto è il Consorzio Conoe, consorzio obbligatorio nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali ed animali esausti, visitando il sito dedicato potrete venire a conoscenza del centro autorizzato alla raccolta più vicino a voi.
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Messaggioda elsatar » giovedì 15 marzo, 2012 00:00

Io sto fuori Roma, in un comune che effettua la raccolta differenziata, il problema è che all'isola ecologica l'olio non se lo pigliano, sapete cosa è stato consigliato? Buttarlo nel lavandino! :shock:

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Messaggioda Simonetta » lunedì 07 maggio, 2012 08:47

Oli esausti: dove buttare l’olio della frittura senza friggere l’ambiente. Ce lo spiega CONOE

Dalle patatine fritte alle verdure sott’olio, dalla cotoletta alla milanese al tonno in scatola, oli e grassi esausti che rimangono in padella dopo la cottura o nella scatoletta comprata al supermercato, danneggiano l’ambiente se smaltiti nel modo sbagliato.

Per capire meglio come e dove buttare l’olio della frittura ci siamo rivolti al CONOE, il Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento Oli e grassi vegetali ed animali Esausti.

1) COSA SI INTENDE PER OLI E GRASSI ANIMALI O VEGETALI E PERCHE’ NON SI POSSONO BUTTARE NEL LAVANDINO?
Sono gli oli e i grassi di frittura, quelli per la conservazione delle verdure o pesce ed eventuali altri assimilabili. Questi oli non possono essere buttati nel lavandino per quattro, semplici ragioni. Lo scarico degli oli esausti comporta, infatti, delle gravi conseguenze ambientali:

a) intasamento delle reti fognarie con i conseguenti costi di manutenzione
b) maggior costo per la depurazione delle acque a carico dei cittadini
c) inquinamento delle falde
d) inquinamento delle acque superficiali (laghi, fiumi, mare) con danni all'ecosistema, alla flora e alla fauna

2) ATTUALMENTE IN ITALIA DOVE POSSIAMO BUTTARE L’OLIO ANIMALE O VEGETALE ESAUSTO (esistono dei centri di raccolta, meglio andare al ristorante che ha l'obbligo di smaltirli)?
Il rifiuto deve essere conferito alle isole ecologiche comunali qualora non sia attivata la raccolta differenziata. I rifiuti urbani, infatti, sono una privativa comunale. Il Consorzio, invece, è preposto al ritiro del rifiuto dalle attività professionali (ristoranti, mense, rosticcerie ecc...).

Se non sapete dove andare e avete un simpatico ristorantino vicino casa, provate a chiedere al gestore se potete conferire l’olio esausto che avrete raccolto in un apposito contenitore direttamente a lui. Così, avrete la certezza che l’olio sia smaltito correttamente.

Per contattare le aziende di raccolta operanti nella propria regione e chiedere maggiori informazioni in merito, il sito del CONOE mette a disposizione questa pagina online.

Bidone oli vegetali esausti - Foto: Simona Falasca

3) COME AVVIENE IL RECUPERO DI QUESTI OLI?
Il recupero viene effettuato dalle aziende consortili autorizzate dalla Provincia e/o Regione sulla base del progetto presentato dalle singole aziende.

Nello specifico, il Consorzio, assicura e promuove su tutto il territorio nazionale:

- la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio, il trattamento e il riutilizzo di oli e grassi vegetali e animali esausti;

- lo smaltimento di quest’ultimi quando non sia possibile e conveniente la rigenerazione;

- iniziative atte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della raccolta e del recupero degli oli e grassi.
Immagine

4) COME PUO’ ESSERE RIUTILIZZATO L’OLIO ESAUSTO?
I maggiori riutilizzi, comunque industriali, sono:
- biodiesel
- grassi industriali
- glicemia per usi tecnici
- lubrificanti vegetali
- distaccanti per l'edilizia
- recupero energetico

Il Consorzio non ha scopo di lucro, ha cominciato l'attività operativa a ottobre 2001 e nel 2010 ha raccolto e rigenerato 43.000 tonnellate tra oli e grassi esausti e, come sottolineato dallo stesso CONOE, se avesse la disponibilità del Contributo Ambientale previsto dall’attuale normativa (D.lgs. 22/97 art. 47 confermato dalle successive modifiche e integrazioni ultimo D.lgs. 205/2010 art. 233.), potrebbe fare molto di più.

Fonte
Blog.
"Tu sarai amato, il giorno in cui potrai mostrare la tua debolezza, senza che l'altro se ne serva per affermare la sua forza." Cesare Pavese

Prima di postare un INCI, controlla di aver scritto bene gli ingredienti.
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Re: Oli usati

Messaggioda valsun » sabato 18 gennaio, 2014 19:33

Cercavo info su quest'argomento e ho trovato un thread interessante anche su Promiseland in cui si arriva a conclusioni simili, lo posto qui per chi leggerà in futuro:

http://forum.promiseland.it/viewtopic.p ... 9266&hilit

;)
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Re: Oli usati

Messaggioda Jane Lane » sabato 17 settembre, 2016 14:47

Mi collego qui per una domanda sul riciclo dell'olio per farne del sapone (da bucato): qualcuno di voi ha provato? Io uso olio di semi di girasole per la frittura, e temo di ritrovarmi con un sapone troppo molliccio e inutilizzabile anche per il bucato.

Avete esperienze in merito? :)

La ricetta sarebbe la seguente (ottenuta con un calcolatore online).
Olio di semi di girasole: 3L (2670gr)
Acqua: 851.2
Soda: 331 non scontata

Qui dove vivo non si fa la raccolta dell'olio, e non so come smaltirlo. Lo sto accumulando e pensavo di trasformarlo in sapone per evitare di inquinare...
- What if I fall?
- Oh, but my darling, what if you fly?


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