Shop SCTS.com

la cosmesi che voglio

Premio 2014

Premio 2014 Impresa in rosa

Cerca nel portale

SCTS su YouTube

Chi c'è in linea

Abbiamo 29 visitatori e nessun utente online

Visitatori
5987
Articoli
290
Web Links
5
Visite agli articoli
6483236

SCTS.com: segui le offerte e le novità anche su Facebook!

Sondaggio

Cosa pensi del nuovo SCTS.org?

Mi piace moltissimo! - 51.7%
Mi piace abbastanza - 13.8%
Mi devo abituare al cambiamento... - 10.3%
Non mi piace - 24.1%

Voti Totali: 29
Il sondaggio è finito il: Giugno 30, 2013

SCTS compensa le emissioni di CO2

FacebookMySpaceTwitterDiggDeliciousStumbleuponGoogle BookmarksRedditNewsvineTechnoratiLinkedinMixxRSS FeedPinterest

"Perchè io valgo"

Come molti di voi lettori sanno, mi interesso di cosmesi ecologica da tredici anni e lavoro in questo settore da otto, che sono un'intera era geologica considerando come si è evoluto e si sta evolvendo in Italia. Bene, in tutto questo tempo ci sono domande che puntualmente si ripresentano.

Una in particolare merita, a mio avviso, una particolare attenzione. Arriva dopo che la cliente mi ha chiesto informazioni su qualcosa, facciamo uno shampoo, per comodità, ma potrebbe essere qualsiasi altro tipo di cosmetico. Io le fornisco tutte le spiegazioni che mi chiede sui vari shampoo e, puntuale, ecco la domanda: "Sì, ma qual è il migliore"?

Prima di dare una risposta, vorrei soffermarmi sull'origine della domanda.

Perché abbiamo bisogno di sapere che c'è "un migliore" e che stiamo acquistando proprio quello?

Secondo me, un indizio arriva dalla famosissima pubblicità "perché io valgo". Non ho bisogno di raccontarvela, vero? Sono sicura che la conosciate tutti. Quel tormentone fu cambiato, relativamente in fretta, in "perché voi valete".

In sostanza, tu consumatore acquisti un prodotto che ti fa valere. Hai valore proprio grazie a quel prodotto di marca X.

Ci avete mai pensato?

Acquisti la marca X perché vali, e dunque ti meriti il meglio, e dunque la marca X è il meglio che ci sia. Perciò, se non la compri, non vali abbastanza.

Ritengo questo uno dei tanti giochini perversi che la pubblicità di un certo tipo fa con la nostra mente, o meglio, in modo molto più sottile, con le nostre emozioni.

C'è qualcuno di noi che si sente bene pensando di non valere, o di valere poco, o di non valere abbastanza? Non credo.

Eppure, molto spesso queste sensazioni le abbiamo dentro di noi. Sono una conseguenza della nostra bassa autostima.

Ed eccoci al punto: quando la nostra autostima è bassa, quando non sappiamo darci da soli conferme sul nostro valore, le cerchiamo al di fuori. Riponiamo negli altri tutte le aspettative. Magari eccelliamo nel lavoro, o siamo particolarmente seduttive, oppure investiamo sui figli. Cerchiamo negli occhi di chi ci è intorno approvazione, quell'approvazione che da soli non sappiamo più darci. Perché vogliamo valere. Perché vogliamo essere amati. Perché il dolore di non essere amati è troppo forte, quindi la nostra personalità, sin da bambini, si è strutturata in modo da offrire soluzioni rapide che ci sollevino dal disagio il prima possibile. Così si creano corsie preferenziali nei nostri modi di comportarci, che hanno tutte lo scopo di tutelarci dal dolore. Solo che poi si cresce, si evolve e succede che certe corsie risultino non più così utili. Ma il nostro istinto ha imparato a percorrerle, e continua ad imboccarle ripetutamente, nonostante sentiamo in fondo a noi che qualcosa non va, che avremmo bisogno di un sentiero alternativo. Magari potrebbe capitarci di dire cose come “ma possibile che capiti sempre a me”? Dove ciò che capita potrebbe essere un qualsiasi modello di relazione che tende a ripetersi.

La pubblicità questo meccanismo lo conosce benissimo, e lì va a mirare.

Cosa c'è di più immediato dell'acquisto di qualcosa che ci darà valore, per imbonire un po' quella voce dentro di noi che ci dice che invece no, non ne abbiamo?

Ma torniamo alla nostra domanda iniziale: “qual è lo shampoo migliore”?

La risposta non c'è. Oppure ce ne sono tante quante sono le teste capellute che hanno bisogno di lavarsi.

Non esiste un cosmetico “migliore”, se parliamo, naturalmente, di prodotti formulati con criterio. Quindi lasciamo da parte tutti quelli contenenti siliconi e petrolati in altissima quantità, quelli “vuoti” che non contengono nemmeno un principio attivo e sono completamente sintetici, quelli che contengono cattivi conservanti. Prendiamo invece in considerazione cosmetici formulati a partire dalla “green chemistry”, rispettosi quanto più possibile dell'ambiente e della pelle. E di questi non ne esiste uno solo, per fortuna. Ne esistono molti e stanno anche aumentando. E' un fiorire di marche e novità continuo.

Tra questi, non esiste il migliore.

Esiste il migliore per te, il migliore per me, il migliore per ciascuno.

Come possiamo fare a scegliere, quindi?

Rinunciando alla via semplice. Lasciando la vecchia corsia, quella che imbocchiamo quando cerchiamo il meglio del meglio e vogliamo che sia qualcun altro ad indicarcelo.

C'è un'altra via, che è più tortuosa forse, con qualche ostacolo, qualche zona oscura, ma che è infinitamente più soddisfacente: impariamo ad ascoltare la nostra pelle. Impariamo le reazioni del nostro corpo. Leggiamo da fonti serie le proprietà degli ingredienti. Chiediamo pareri a persone competenti sì, ma poi verifichiamole su di noi. Accettiamo di sbagliare, perché solo così possiamo imparare qualcosa su di noi.

Man mano che diventiamo res-ponsabili di noi, cioè che prendiamo in mano le nostre scelte cosmetiche, aumenterà anche la nostra autostima.

Pensiamoci: ci rende più sicuri il pensiero che ci sia qualcuno che sceglie al posto nostro, oppure la fiducia di essere in grado di scegliere da soli il meglio per noi?

Pensiamo anche a quanto l'idea che non si sia un prodotto “migliore”, sia liberatoria. Quante volte abbiamo acquistato qualcosa riponendo aspettative che poi si sono infrante e finendo per sentirci noi in difetto, credendo che se quel prodotto non ha funzionato, non è colpa del prodotto, perché: “è il migliore!”, ma nostra, perché abbiamo qualcosa che non va. Vi è mai capitato? A me sì. Ma dal momento in cui sappiamo che il concetto di “meglio” non è assoluto ma è relativo a noi, a come siamo, a che pelle abbiamo, a che stile di vita conduciamo, a che momento della vita stiamo attraversando... tutto cambia. Divento res-ponsabile, cioè, etimologicamente, “abile a dare delle risposte” a me stesso.

E se cominciamo con uno shampoo... poi non ci ferma più nessuno! Possiamo attuare la stessa strategia in qualsiasi ambito della nostra vita. Con pazienza e con amore, rispettando i nostri tempi. Piano piano.

Sinché non avremo più bisogno di sentirci dire che valiamo dall'attrice nella pubblicità, perché “io valgo” lo dirà la nostra voce, dentro di noi, sempre più sicura e fiduciosa.