Report e i Biofurbi: un commento

Domenica 14 dicembre 2014 è andata in onda una puntata di Report intitolata "Biofurbi". La prima parte era dedicata al riso biologico, mentre la seconda parte ai cosmetici.

Sono stata interpellata insieme ad altri professionisti del panorama "ecobio" italiano, e sono comparsa per qualche secondo durante la puntata. A seguito della visione del servizio, ho raccolto numerosi commenti, che hanno evidenziato un po' di delusione e molti dubbi. Mi propongo quindi di esprimere un commento sul servizio e soprattutto di chiarire alcuni dei punti che, nella velocità televisiva, sono risultati poco chiari.

 

In molti si sono lamentati riguardo alla brevità del servizio. Vi racconto com'è andata, dal momento che essere contattata da una rete nazionale per un servizio televisivo per me è stata un'assoluta novità, e sebbene io stessa sia iscritta all'albo dei giornalisti pubblicisti e conosca qualcosa di queste dinamiche, non le avevo mai vissute in prima persona e comunque non a questo livello.  

Il giornalista Emanuele Bellano, che approfitto per ringraziare della sua estrema umanità e professionalità, ha contattato uno dei miei fornitori, che a sua volta gli ha fatto il mio nome indicandomi come persona qualificata a fornirgli informazioni sul panorama ecobio in Italia. Successivamente quindi sono stata contattata a mia volta dal giornalista che ha filmato circa due ore di conversazione sul mondo della cosmesi, durante le quali ho parlato di tutto: dalla mancanza di una legge europea e italiana riguardante la cosmesi ecobio, dal panorama degli enti certificatori, di come molti si approfittino del trend "verde" per lanciare prodotti che non lo sono affatto. Abbiamo guardato insieme molti inci presenti sul forum, ho spiegato di come ci siano aziende che fanno prodotti bio anche se non sono certificati e di come tra gli stessi prodotti certificati ve ne siano di vari gradi di qualità.

Successivamente a questo, la stessa cosa si è ripetuta con Alchimia Natura, con Fabrizio Zago, e probabilmente con ciascuno dei professionisti che sono apparsi nel servizio.

Quindi sono state girate più di 12 ore di riprese, per un servizio di 20 minuti! Non avrei mai pensato che ci fosse così tanto lavoro dietro!

Per questo motivo non sono per niente delusa di essere apparsa poco - qualcuno di voi si è lamentato anche di questo e approfitto per ringraziare della stima che mi dimostrate - perché sono consapevole che il mio ruolo è stato soprattutto informativo, avendo contribuito a fornire contatti e nozioni utili per poter realizzare il pezzo. Venendo da un'esperienza nel campo di 8 anni a livello professionale, e di 14 se aggiungiamo quello personale, il fatto che una rete nazionale e un programma come Report abbia deciso di dedicare attenzione, seppure in modo breve in cui si sono condensate forse troppe informazioni, alla cosmesi ecobio, per me è un ottimo, ottimo segno. Nessuno l'aveva mai fatto prima. Che si sia mostrato chi lavora con coscienza e chi no, anche questo è un'ottima cosa, per come la vedo io.

E veniamo al secondo motivo di scontento, cioè la domanda esistenziale per eccellenza: ma allora di chi ci dobbiamo fidare?

Come sapete ho un negozio nel quale propongo cosmesi "ecobio" (passatemi questo termine, non ne esiste un altro... ) che seleziono secondo parecchi criteri. Ci sono prodotti che tengo per un po' e poi non tengo più se verifico che sono mutate delle condizioni per me importanti. 

Sarebbe quindi ovvio dirvi: aiutatemi a procedere in questa direzione acquistando da www.saicosatispalmi.com.

E chiaramente sono molto grata a chi di voi lo fa o lo farà (e anche le mie due dipendenti lo sono!) :D

Però facciamo attenzione, molta attenzione, perché ogni volta che lasciamo ad altri il compito di stilare una lista buoni/cattivi e quindi di dirci cosa dobbiamo preferire, stiamo delegando a qualcuno di esterno un pezzettino della nostra libertà.

La libertà di scegliere comporta sempre un impegno e una fatica. Però oggi ci sono questo sito, il forum relativo, il forum di Fabrizio Zago, il Biodizionario e la lista potrebbe continuare. Ogni azienda ha un sito e un'email a cui scrivere per chiedere di risolvere ogni dubbio. La fatica è leggere, studiare, mandare email e farsi una propria opinione, ma non è meglio questo che liste preconfezionate decise da altri secondo criteri che magari sono diversi dai nostri? :-) Ho scritto di recente un post per il blog di Biofficina Toscana, potete leggerlo per avere qualche dritta in più su come scegliere e come informarvi.

Durante la puntata si è parlato di cosmetico nichel tested e qualcuno è rimasto dubbioso su come funzioni la questione. E' molto semplice: il nichel in quanto tale non è un ingrediente cosmetico, cioè non può venire aggiunto ad un prodotto. Non esiste quindi un limite di utilizzo, perché non si può proprio usare.

Se il nichel non si può usare, perchè allora ci sono cosmetici nichel tested? Perchè qualche molecola di nichel può risultare come residuo di lavorazione. I cosmetici sono realizzati in turboemulsori di acciaio, che può rilasciare qualche traccia di nichel. Probabilmente anche la nostra lavatrice ne rilascia...

Alcune aziende fanno testare a campionatura i propri prodotti per dimostare al consumatore che la presenza di nichel è infinitesimale, altre invece no. Ma queste ultime non per forza hanno prodotti che contengono dosi più alte di nichel! 

In negozio vengono parecchie clienti allergiche al nichel, e constatiamo che sono in grande aumento. Le prime volte che le vediamo suggeriamo di iniziare con prodotti nichel tested e se si trovano bene di osare anche con altri: di solito va tutto bene anche con questi.

Alcuni prodotti vantano invece la loro mancanza di glutine, ed è stato mostrato proprio il sito italiano della celiachia, dove si dice che nei cosmetici non rimane abbastanza glutine da giustificare una reazione allergica. Possiamo quindi presumere che la dicitura "gluten free" su uno shampoo sia più che altro una trovata di marketing.

Qualcuno chiede quali sono le principali certificazioni di cosmesi ecobio italiane. Eccole:

ICEA

AIAB

CCPB

Suolo e Salute

BioAgricert

Queste fanno capo ad uno dei due disciplinari europei esistenti: Cosmos e Natrue. Vi rimando ad un altro mio articolo se volete approfondire.

E' molto probabile che nasceranno altri enti certificatori, dato che appunto sono privati e che il mercato si sta allargando. 

A livello di legge invece, pare che l'Europa stia lavorando per una norma ISO dedicata tutta ai cosmetici e quindi, come dire, io attendo fiduciosa e così spero voi :)

Per concludere: molti sostengono che la lettura dell'inci sia stata fatta passare come una pratica assolutamente impossibile. Sì, in effetti l'impressione era quella. Noi che però siamo ormai dentro all'ecomondo cosmetico da un po' di tempo, possiamo fare una cosa importante a questo punto. Se di solito ci siamo scontrati con l'indifferenza dei nostri conoscenti, magari qualcuno di loro adesso, reduce dall'aver visto la trasmissione, avrà un granello di dubbio... e lì possiamo inserirci e raccontare come di fatto sia molto possibile cominciare a capirci qualcosa, possibile ed accessibile!
Non sono inoltre stati citati né il Biodizionario, né Skineco. Anche qua, parliamone noi, diffondiamo le informazioni che abbiamo a chi vuole ascoltarle genuinamente.

Spero di aver chiarito i punti rimasti un po' dubbi. Aspetto i vostri commenti o domande sul forum e sulla fanpage, dove linkerò questo post :-) Buon ecobio a tutti!


 

Vari commenti alla puntata:

Skineco

Alchimia Natura

Fabrizio Zago

FederBio

Le piccole chimiche